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Testimonianza vocazionale di suor Mary of Mercy

Testimonianza vocazionale di suor Mary of Mercy

Come è possibile che una giovane che lavorava a New York negli anni ’90 abbia conosciuto ed entrasse a far parte di una Congregazione fondata solo pochi anni prima in una piccola città dell’Argentina? Come accade in ogni vocazione alla vita religiosa, la Divina Provvidenza interviene e, attraverso fedeli strumenti, Dio attira a sé ciò che gli appartiene. Ho terminato gli studi universitari nel 1990 e subito dopo ho trovato lavoro a New York. Ce l’avevo fatta! Avrei cercato un marito ricco e avrei avuto tutto. E così la mia vita procedeva in un ambiente materialista e mondano (in cui mi trovavo molto a mio agio) finché Dio non è intervenuto. Senza che io lo cercassi, Dio è venuto incontro a me a New York. Ho imparato tutto il possibile sulla mia fede, ho conosciuto persone straordinarie che hanno contribuito a cambiare la storia (padre Groeschel, padre Andrew Apostoli, il cardinale O’Connor, madre Agnus Mary, ecc.), ho visto Papa Giovanni Paolo II alla Giornata della Gioventù in Colorado, ho vissuto la mia fede in modo nuovo e audace e ho visto anche altri avvicinarsi alla fede. Tutta la mia vita era cambiata! E in mezzo a tutto questo è entrata in scena la Vergine Maria. Nel 1993 un ragazzo del nostro gruppo di amici conobbe alcuni sacerdoti argentini e, poco tempo dopo, entrò nell’Istituto del «Verbo Incarnato» e iniziò il noviziato a Brooklyn. Questo ci sconvolse tutti! Allora esisteva anche quest’altra vocazione… e il mio cuore cominciò ad affliggersi. I miei progetti erano già definiti e, inoltre, quello che all’epoca era il mio fidanzato si era convertito al cattolicesimo. Ma nel mio cuore c’era ancora un grande desiderio. Come avrei potuto diventare madre di una famiglia numerosa e allo stesso tempo continuare a essere pienamente impegnata nella Chiesa? Avevo pregato Santa Teresina del Bambino Gesù e nemmeno lei mi stava aiutando… Le avevo dedicato una novena a dicembre: se la prossima rosa che fosse sbocciata fosse stata rossa, avrebbe significato che Dio mi voleva suora; se fosse stata gialla, mi sarei sposata e sarei diventata moglie e madre. L’ultimo giorno della novena il roseto fiorì: era gialla! Ma quando mi avvicinai alla rosa, vidi che era gialla fuori e rossa dentro! E adesso?… Libertà! Ora Dio mi stava chiedendo di consegnargli liberamente la mia vita per partecipare con Lui all’opera della redenzione. Nella mia ricerca del posto giusto decisi che per me era importante che si trattasse di una Congregazione ben consolidata – niente che avesse a che fare con un carisma nuovo –, che fosse fedele alla Chiesa sotto ogni aspetto: nella liturgia, nella preghiera, nella vita comunitaria, nell’uso dell’abito, con grande rispetto per i voti e grande devozione alla Vergine Maria. Per me era importante entrare in una Congregazione in cui potessi svolgere la mia formazione negli Stati Uniti e, naturalmente, in cui si parlasse inglese, poiché ero sicura che non sarei mai riuscita a imparare un’altra lingua. Ancora una volta stavo facendo i miei progetti… Quando quel giovane che era entrato nell’Istituto “Del Verbo Incarnato” ci invitò a partecipare alla sua cerimonia di vestizione della tonaca il 25 marzo 1994, tutto il nostro gruppo di amici si riunì e si diresse coraggiosamente verso “East New York Brooklyn”. Le nostre sorelle (di cui non avevo mai sentito parlare prima) erano arrivate il giorno prima! Sono entrata con le Servidoras e il 2 febbraio 1995 ho ricevuto l’abito. Qualche giorno dopo sono partita per l’Argentina per iniziare la mia formazione (in spagnolo!). Ne avevo già avuto abbastanza dei miei piani e di porre limiti a Dio… Rendo grazie alla Madre della Misericordia per tutte le grazie e i doni che ho ricevuto attraverso di Lei, specialmente per il dono della vocazione.