IN COSA CONSISTE LA VITA DEL MONACO?


Care mamme e donne del progetto 40 ore,

Il 2 febbraio abbiamo celebrato la giornata della vita consacrata con la Festa della Presentazione del Signore al Tempio.
In questa occasione vogliamo sottolineare la vita consacrata dei monaci nella nostra Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato (IVE).

IN COSA CONSISTE LA VITA DEL MONACO?

La vita monastica si chiama così perché viene da monos (‘uno’ in greco), e significa che il monaco si dedica a una sola cosa, come disse Gesù a Marta nel Vangelo, all’unico importante, Dio. Il monaco consacra la sua vita totalmente a Dio e solo a Lui, e da lì la necessità di appartarsi e vivere in clausura (non per paura né per rifiuto degli uomini…non è questo, per nulla, ma per potersi dedicare con corpo, anima, e affetti, solo a Dio), ad amarlo e servirlo per tutti gli uomini che non lo amano e non lo servono.

Dio è un Dio geloso (Es 20, 5) e perciò questa consacrazione deve essere totale, donando tutto il nostro corpo, anima e affetti a Dio. Da qui seguono alcune disposizioni minime per colui che desidera essere monaco. Il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio e non cercare in questa vocazione una scappatoia ai problemi che uno possa avere. Il desiderio di abbandono totale in Dio, cioè, non avere altro impegno davanti a Dio, come può essere colui che è sposato, colui che è sposato per la Chiesa ha già contratto davanti a Dio l’impegno di santificarsi nel matrimonio. Lo stesso se uno ha figli, davanti a Dio ha la responsabilità di educarli nella fede e condurli per il cammino della santità. Avere una vita intensa di Fede, cioè, credere nelle verità che professa la Chiesa Cattolica e viverle-praticarle, in questa vocazione, quella monastica, sarebbero da fondamento per l’unione con Dio.

E poiché l’amore a Dio va unito all’amore al prossimo… (come dice San Giovanni nella sua lettera “non si può amare Dio che non si vede, se non si ama il prossimo che si vede”) questa vita contemplativa implica anche una donazione generosa agli uomini… di fatto, tutta la vita di orazione e penitenza si offre per la salvezza e la santificazione degli uomini, di quelli che ci chiedono preghiere, di quelli che soffrono, di quelli che non conoscono Dio…ecc.

È realmente un grande regalo di Dio il poter vivere dedicati a Lui, e allo stesso tempo, a tutti gli uomini, perché sono innumerevoli coloro che ci chiedono ogni giorno preghiere, aiuto, consiglio, ecc.…inoltre il monaco aiuta il mondo con la sola presenza, perché è un testimone vivo, in mezzo al mondo materialista, che Dio esiste, che abbiamo un’anima, che la cosa più importante è salvarla…il monaco, anche in vita, dà la sua vita per dare testimonianza di questa grande verità. Il monaco desidera consumare la sua vita per amore a Dio e al prossimo. Per questo, in un certo modo, assomiglia al martire, in quanto deve avere la sua stessa disposizione interna “dare la vita per Cristo”.

Ed è inoltre come un anticipo del Cielo, perché il Cielo è vedere Dio faccia a faccia e godere per sempre della sua presenza, e questo cerca di vivere il religioso e specialmente il monaco, qui sulla terra, e da qui il nome della sua vocazione “contemplativa”.

I monaci ci raccontano com’è la loro vita nel monastero del Pueyo, in Spagna

Così è l’orario: alle 5, ci alziamo; poi cantiamo l’Ufficio delle Letture, in seguito facciamo mezz’ora di orazione mentale con il Santissimo esposto, e dopo abbiamo la Santa Messa con la recita delle Lodi. Colazione . Un’ora di Lectio Divina (lettura, orazione e meditazione della Parola di Dio). Cantiamo i salmi dell’Ora Terza (9 della mattina). 3 ore di lavoro manuale (diversi: orto, pulizia, animali, sacristia, cucina, bagni, dolci, ecc.…). Canto dell’Ora Sesta (12:30). Pranzo (lunedì e venerdì offriamo al Signore un digiuno). Riposo optativo. Alle 15 cantuamo i salmi dell’Ora Nona. Dopo c’è tempo di Cella (così si chiama la piccola abitazione di ogni monaco) fino alle 19, in cui si espone il Santissimo e cantiamo Vespri, un’ora die adorazione e meditazione personale; terminiamo con la benedizione con il Santissimo. Poi la colazione (qualcosa di più leggero di una cena, suole essere una zuppa o qualcosa del genere). Per ultimo, cantiamo i salmi della Compieta (l’orazione della notte, per chiedere un buon riposo) e a dormire. Tutto il giorno stiamo in silenzio, a colazione e al pranzo leggiamo qualche lettura spirituale, perché sia refezione del corpo e anche dello spirito, e a cena, si rompe il silenzio per fare un’ora di ricreazione (cioè, si può chiacchierare e condividere con gli altri monaci).

L’idea del silenzio, è per non distrarsi con gli uomini, e poter parlare con Dio. Deve essere soprattutto anche silenzio interiore, stare realmente uniti e attenti a Dio, la mente e il cuore devono stare solo in Lui.

La domenica, essendo un giorno di festa, ci alziamo un poco più tardi, e si può parlare, ricrearsi per tutto il giorno. Ovviamente si pregano tutte le ore dell’Ufficio, e tutti i salmi cantati: sette volte (come canta il Re Davide) al giorno si cantano i salmi: Ufficio, Lodi, Terza, Sesta, Nona, Vespri e Compieta.

È certamente una vita con più orazione e sacrificio, una vita di maggior donazione, vogliamo essere vittime con la Vittima del Calvario, Gesù, che è morto per tutti.

Ma ciò fa in modo che sia una vita di grande gioia, perché Dio non si lascia vincere in generosità, e si vive o si cerca di vivere, nella carità, e la pace, anticipi del Cielo. Immersi in una gioia soprannaturale, la gioia di stare con Dio e sapere che ci aspetta, dopo questo esilio, la Vita Eterna.

 

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