FORMAZIONE – È difficile decidere una vocazione? P.E.BUSUTTIL, S.J.

È DIFFICILE DECIDERE UNA VOCAZIONE?

La cosa non è tanto difficile, anche se non si deve prendere alla leggera. Dio certamente chiama! E la sua chiamata richiede che il giovane si metta in un certo stato di per tutta la vita, uno stato dal quale dipenderà tutto il suo avvenire sia in questo mondo che nell’altro. Pertanto, Dio non può pretendere che il giovane faccia questa scelta se non è sicuro di ciò che fa. E anche per questo gli deve dare una certa facilità per conoscere la sua volontà con sicurezza.

Dio suole dare una certa facilità per aiutarci a fare le cose necessarie e così è facile il mangiare, respirare o pregare. Poiché scegliere bene lo stato della nostra vita è una cosa necessaria per noi, per la Chiesa e per le anime, Dio deve rendere in un certo modo facile tale scelta.

Lessio dice: “Se qualcuno giunge alla determinazione di abbracciare la religione ed è deciso a osservare le sue regole e le sue obbligazioni, non c’è dubbio che questa risoluzione, questa vocazione, viene da Dio; non importa quali circostanze l’abbiano prodotta”. “Non importa come cominciamo -dice San Francesco di Sales– purché siamo determinati a perseverare e a finire bene”. E San Tommaso d’Aquino arditamente afferma che “non importa da quale fonte venga il nostro proposito di entrare nella religione; questo viene da Dio”; mentre P. Suarez conclude che “generalmente il desiderio di una vita religiosa viene dallo Spirito Santo e lo dobbiamo ricevere come tale”.

Tuttavia, non bisogna permettere al giovane di essere precipitoso. La vocazione va esaminata bene, ponderata, provata con calma e con costanza, con serietà e con intelligenza. Non possiamo permettere che il futuro di un giovane si fondi su un “forse”.

 

COME SUOLE MANIFESTARSI IL SIGNORE?

Le diverse forme

1) Direttamente: cioè, quando Dio stesso mediante una visione o con una chiarissima ispirazione fa capire in tal modo che non ammetta alcun dubbio la via che si deve seguire. Così fece Dio con San Paolo chiamandolo in modo miracoloso e chiarissimo sulla via di Damasco.

2) Più spesso invece il Signore si fa sentire dando al giovane molta chiarezza e certezza proveniente da consolazioni e convinzioni che rendono la vocazione una cosa sentita. I1 giovane si sente fortemente attratto verso la vita religiosa; per lui non esiste altro ideale, non può dubitare che quella sia la sua via; quando pensa alla vocazione si sente felice, si riempie di entusiasmo ed è pronto a qualsiasi lotta o sacrificio pur di diventare religioso, salvatore di anime. Ci saranno delle tentazioni, dei momenti di dubbio e di sconforto, ma egli comprenderà che sono tentazioni che passeranno presto per lasciare dietro di sé di nuovo la calma, la luce e la piena certezza.

3) Tempo di calma. Decisione fondata sul ragionamento. È lo stato di coloro che non si sentono mossi sensibilmente dalla grazia, ma si trovano in uno stato di tranquillità assoluta.  Costoro non devono credere che per questo non hanno vocazione, ma devono anch’essi fare la loro scelta e considerare a fil di logica perché sono stati creati qual è il fine della loro vita sulla terra, quale sia via sembra più adatta per loro per raggiungere meglio, con più facilità e con più sicurezza il loro ultimo fine.

 

COME COMPORTARCI QUANDO CI SI PARLA DI VOCAZIONE PER LA PRIMA VOLTA?

 Bisogna prima di tutto incoraggiare la persona, ma non dobbiamo accontentarci di belle parole di lode; dovranno seguire le istruzioni serie e solide sul significato della vocazione e sulla maniera di capire se veramente Dio chiami o no. Incoraggiare con serietà, dando un’idea chiara di quello che è la vocazione, delle consolazioni e dei sacrifici che porta con sé e spiegando al giovane come si può arrivare a capire se ha vera vocazione o no.

Non tutto in una volta. Diamo tempo alla grazia di penetrare e saturare il terreno. Poi parleremo dei segni della vocazione e poi del modo di fare la scelta. Intanto, che chieda e preghi molto.

 

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