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Essere madre di sacerdoti

Dietro ogni sacerdote c’è una madre; una madre che lo ha messo al mondo, che lo ha nutrito, che gli ha insegnato a muovere i primi passi e che alla fine lo ha offerto al Signore. Tutto questo fa sì che la madre di un sacerdote sia dotata di una dignità particolare perché non è la madre di un uomo qualsiasi ma è la madre di un uomo che quando sale sull’altare supera in dignità tutti i re della terra e gli angeli del cielo perché opera nella persona di Cristo.

Questa dignità della madre del sacerdote si può vedere in modo particolare in una devota tradizione che si realizza il giorno dell’ordinazione di suo figlio. Quando un sacerdote viene ordinato, il vescovo unge le sue mani con il santo crisma a dimostrazione della sua particolare partecipazione al sacerdozio di Cristo. In seguito queste mani unte con il santo crisma vengono pulite con un purificatoio fatto con un tessuto di lino che viene offerto alla madre del nuovo sacerdote. La madre del sacerdote deve conservare questo purificatoio fino al giorno della sua morte per poi essere seppellita con esso. Secondo questa antica tradizione, quando la madre si presenterà davanti al tribunale divino e Cristo la interrogherà dicendo: “Ti ho dato la vita. Tu che cosa mi hai dato?”, lei presenterà il purificatoio e dirà: “Ti ho dato mio figlio come sacerdote”. E per questo Cristo avrà particolare misericordia verso di lei.

Quanto detto si riferiva alla maternità carnale. È evidente che non tutte le donne possono essere madri carnali di un sacerdote, ma solo quelle privilegiate che Dio ha scelto dall’eternità perché offrissero al mondo i suoi sacerdoti. Tuttavia dobbiamo dire che esiste anche un’altra maternità che è a portata di ogni donna, la maternità spirituale. Mediante la preghiera ogni donna può generare e sostenere sacerdoti. Ogni vocazione sacerdotale ha la sua origine nella preghiera: “Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Lc 10, 3). Così ha voluto Cristo. E così come il sacerdote ha il potere di transustanziare il pane e il vino nel corpo e sangue di Cristo, così allo stesso modo ogni donna può con la sua preghiera trasformare un semplice uomo in sacerdote.

Per questo motivo è per mezzo della preghiera che ogni donna può generare sacerdoti diventando così una madre di tantissimi sacerdoti. Un chiaro esemplio di ciò è stata Teresina del Bambino Gesù di cui possiamo dire con assoluta certezza che fu madre di molti sacerdoti e dedicò tutta la sua vita a pregare per loro. La santa diceva che era entrata nel Carmelo “per salvare anime e soprattutto per pregare per i sacerdoti”. Nelle lettere che scrive a sua sorella Celina insiste costantemente su questa idea: “Sento che Gesù chiede a noi due di calmare la sua sete dandogli anime, soprattutto anime di sacerdoti; Celina, preghiamo per i sacerdoti, sì, preghiamo per loro! Consacriamo a loro le nostre vite! Dobbiamo formare quest’anno molti sacerdoti che sappiano amare Gesù! Celina carissima, ciò che devo dirti è sempre la stessa cosa: preghiamo per i sacerdoti”.

Anche ciascuna di voi è chiamata a diventare madre di sacerdoti, non importa se siete sposate, da sole o religiose. Generare e sostenere sacerdoti per mezzo della preghiera è l’atto più nobile che possa compiere una donna. Se dunque è vero che con una maternità spirituale nel momento della morte non avrete un purificatoio da offire a Cristo, è pur vero tuttavia che potrete dire con totale fiducia nella misericordia divina: “Mi sono dedicata a pregare per i tuoi sacerdoti”.

P. Francisco Javier de Igarzábal, IVE